Lourdes l’hai vista mille volte: il Santuario, la Grotta, le processioni, le candele, l’acqua, i pellegrini.
Ma sentirla dentro, viverla energicamente, è un’altra cosa.
È un luogo di potere, un punto in cui l'acqua incontra la preghiera e qualcosa, in te, si apre.
Dal 22 al 29 agosto 2026 ti accompagniamo in un pellegrinaggio diverso dal solito: più concreto e più libero, un’esperienza viva.
Riscopriremo il potere perduto della nostra preghiera e lo uniremo alle pratiche della Tradizione Mistica Andina.
Un incontro potente e inaspettato.
Per entrare in relazione diretta con l'energia della Madre attraverso il corpo, l’energia viva e i quattro elementi.
Questo non è un viaggio da mettere semplicemente tra i ricordi. È un attraversamento.
Arrivi in un modo, ritorni diverso.
Sì. Davvero.
Lo so, sono due parole che a prima vista sembrano lontane. E invece raccontano benissimo quello che faremo a Lourdes.
Il pellegrinaggio, l'antico atto di lasciare casa, intraprendere un viaggio, a volte avventuroso, verso un luogo speciale.
Un luogo di Potere. Dove le forze della natura e del cosmo si percepiscono vive e vibranti. Un viaggio devozionale per cercare qualcosa di più grande, di più alto.
Forse per cercare risposte, una nuova via.
Forse, più semplicemente, per ritrovare se stessi.
E in cammino non si incontrano solo luoghi. Si incontrano anche persone. Anime diverse, storie diverse. Compagni di viaggio che, senza bisogno di troppe spiegazioni, sembrano parlare la tua stessa lingua interiore.
“Sciamanico” non significa travestirsi da qualcosa che non siamo. Significa imparare a fare da ponte.
Tra il mondo ordinario — fatto di abitudini, pensieri, impegni, cose da fare — e quel mondo più sottile, vivo, energetico, che continua a parlarci... anche quando non sappiamo più ascoltarlo.
A Lourdes questo ponte prenderà forma tra la nostra tradizione spirituale più profonda e le pratiche della Tradizione Mistica Andina.
E allora le preghiere torneranno nel corpo: non formule recitate per abitudine, ma vibrazione, respiro, presenza.
Il Padre Nostro e l’Ave Maria non saranno vissuti come formule imparate da piccoli e sepolte nel cassetto della memoria.
Li riporteremo alla loro forza originaria, anche attraverso il suono delle lingue antiche, aramaico e latino, dove la parola non è solo significato, ma vibrazione.
E li intrecceremo con le pratiche andine di connessione al Padre Cosmico e alla Madre Cosmica, per entrare in relazione con il luogo in modo diretto, concreto, esperienziale.
Non si tratta di credere a qualcosa
Si tratta di sentire. L'energia che fluisce nel corpo. Connessi ai quattro elementi.Sarà un Viaggio nel viaggio.
Un viaggio verso Lourdes, certo.
Ma anche un viaggio dentro di noi, per ritrovare qualcosa che forse non era perduto.
Era soltanto rimasto in silenzio.Se senti che questo viaggio ti chiama, parliamone insieme, con calma.
Scrivimi su WhatsApp
Dal 22 al 29 agosto 2026 vivremo Lourdes come un cammino unico: arrivo, immersione nel luogo, lavoro con la preghiera, pratiche energetiche, esperienze speciali e rientro. Senza fretta.
Ma con una direzione chiara.
Arrivo a Lourdes, sistemazione in hotel e pranzo libero in uno dei bistrot della città.
Nel pomeriggio entreremo per la prima volta nel Santuario. Senza correre. Senza voler “fare tutto subito”.
Il viaggio comincia già così: lasciando che il luogo inizi a parlare.
Impareremo a usare la preghiera come un vero strumento, una tecnologia interiore precisa per cambiare stato, elevarsi e connettersi a qualcosa di più grande.
Chiamalo Anima, Sé superiore, Io Grande: il nome non cambia la sostanza. Da quello spazio possiamo ricevere intuizioni, orientamento e guida concreta.
L’obiettivo è semplice: rendere il cammino più leggero. Ogni giorno.
Cantava San Francesco a Fratello Sole, Sorella Luna, le belle Stelle, Frate Vento e Sora Acqua. La Tradizione Mistica Andina ci ricorda qualcosa di molto simile: il Cosmo è vivo, fatto di Energia Vivente.
Possiamo entrarci in relazione, percepirla, quasi toccarla, dialogarci. E da quel livello imparare a muoverci meglio nella vita.
Lavoreremo sulle relazioni, sul maschile e sul femminile dentro e fuori di noi. E sulle energie dense, pesanti, che spesso portiamo addosso senza accorgercene.
Impareremo a trasformarle in energia fine, più leggera e più disponibile alla vita.
Check out dall’hotel alle 10:00, volo di rientro previsto per le 14:00.
L’ultima mattina resta uno spazio aperto: per salutare il luogo, tornare alla Grotta, camminare, restare in silenzio o semplicemente sentire cosa è cambiato dentro.
Durante la settimana alterneremo pratiche, momenti di studio, visite, celebrazioni e luoghi di forte intensità. Alcune esperienze saranno vissute nel comprensorio del Santuario, altre nella natura attorno a Lourdes.
Hai domande sul programma, sul viaggio o sulla partecipazione?
Scrivimi, così ci orientiamo insieme
Una settimana intensa ha bisogno anche di una base comoda: un hotel vicino al Santuario, pasti semplici da gestire, voli diretti e indicazioni chiare. Così puoi pensare al viaggio, non ai problemi pratici.
Saremo ospitati in un confortevole Hotel 3 stelle, a circa cinque minuti dal Santuario di Nostra Signora di Lourdes, nei pressi di Pont Saint-Michel.
Comodo, curato, nel posto giusto. Saremo vicini al Santuario, al suo parco, alla città e ai Pirenei.
La sistemazione è in mezza pensione: colazione abbondante e cena condivisa in hotel. Il pranzo non è incluso e lo gestiremo liberamente nei bistrot e nelle boulangerie del paese. Lourdes è piccola: tutto è a portata di passeggiata.
Sono previste camere doppie con bagno privato. La camera singola è disponibile con un contributo aggiuntivo.
Il volo più comodo è Ryanair da Milano Bergamo, diretto su Lourdes, con date perfette: 22–29 agosto.
Al momento il prezzo base si aggira intorno agli 80 euro a tratta, ma il volo non è incluso nella quota del viaggio.
Probabilmente saremo tutti sullo stesso volo. E già questo dice qualcosa sul tipo di esperienza che ci aspetta.
All’atterraggio la navetta è subito fuori dall’aeroporto. Daremo indicazioni precise: nessuno si perde. In alternativa, puoi valutare anche FlixBus o il treno.
È necessario arrivare a Lourdes il 22 agosto entro il primo pomeriggio.
In questo modo avremo il tempo di sistemarci, pranzare, entrare nel ritmo del luogo e iniziare il viaggio senza fretta.
Per vivere bene l’esperienza, porta cose semplici, comode e adatte sia al lavoro all’aperto sia ai momenti nel Santuario.
Se dentro di te c'è un sì, anche piccolo, scrivimi. Da lì cominciamo.
Parliamone su WhatsAppNon sono promesse. Non sono garanzie. Sono solo frammenti di ciò che alcune persone hanno portato a casa, dopo aver camminato con noi.
Lo confesso: diffido sempre un po’ delle testimonianze. Perché sembrano tutte belle, tutte entusiaste, tutte inevitabilmente positive.
Eppure alcune parole ricevute dopo il viaggio raccontano qualcosa che io, da solo, non potrei raccontare allo stesso modo.
È stata un’esperienza intensa, commovente. Ho lasciato che fossero il luogo, Luca e il gruppo a muovere qualcosa… e si è mosso veramente tanto. Ho potuto ballare e cantare con mio padre, che non c’è più. La connessione c’è. Anzi. È più che presente.
— TonyHo ritrovato qualcosa che mi mancava da tempo: il gusto della condivisione autentica, della leggerezza, delle risate con un gruppo di fratelli e sorelle d’anima. E ho lasciato andare qualcosa che mi appesantiva.
— FrancescaNon solo un viaggio che ti cambia la vita. Un viaggio che ti dà strumenti per cambiare la vita quando torni a casa.
— LiaÈ stato toccante, profondo. Difficile da dimenticare.
— MarcelloTi cambia dentro. E poi si espande ovunque.
— MatteoÈ normale avere dubbi. Anzi, è sano. Questo non è un viaggio da comprare d’impulso: è un’esperienza da sentire, capire e scegliere.
Rispondo qui alle domande che mi fanno più spesso, prima che una persona decida se partire davvero.
Alcune sono pratiche. Altre più intime. Tutte, secondo me, hanno diritto a una risposta semplice.
Sì. Anche perché, molto spesso, quando diciamo “non sono pronto” stiamo solo dicendo che una parte di noi ha paura di attraversare qualcosa di nuovo.
Non serve arrivare già risolti, già centrati, già spiritualmente perfetti. La prontezza non è un prerequisito. A volte è proprio quello che trovi quando ci sei.
Dipende da cosa intendi per “spirituale”. Se per spirituale intendi qualcuno che parla sempre di luce, angeli, energie e frasi ispirate… no, non serve.
Se invece senti curiosità, apertura, una domanda che bussa, un bisogno di tornare a qualcosa di più vero, allora forse sì.
Magari non la chiami spiritualità. Magari la chiami stanchezza, ricerca, bisogno di senso, voglia di respirare di nuovo. Va benissimo anche così.
No. Si parte da zero. Le pratiche verranno spiegate, accompagnate e vissute passo dopo passo.
La Tradizione Mistica Andina, per come la lavoriamo noi, non è un sistema complicato da studiare prima. È un insieme di pratiche semplici, concrete, che si comprendono facendole.
Non devi “sapere già”. Devi solo arrivare con un minimo di disponibilità ad ascoltare, provare e sentire cosa accade nel corpo.
C’entra più di quanto sembri, se smettiamo di guardare solo le etichette.
Non andiamo a Lourdes per fare confusione tra tradizioni diverse, né per dire che “è tutto uguale”. Le forme sono diverse. I linguaggi sono diversi. Le storie sono diverse.
Però esistono punti di contatto profondi: la relazione con la Madre, l’acqua, la roccia, il corpo, la preghiera, il canto, il pellegrinaggio, il gesto rituale.
Noi lavoreremo lì: non sulla dottrina, ma sull’esperienza. Non sulla teoria, ma su ciò che si può sentire davvero.
Lourdes è anche un luogo religioso, certo. Sarebbe assurdo negarlo.
Ma per come la vivremo noi, Lourdes non sarà prima di tutto “la Chiesa” o “l’istituzione”. Sarà un luogo vivo: acqua, grotta, pietra, cammino, silenzio, preghiera, presenza umana.
Puoi partecipare anche se ti sei allontanato dalla religione, anche se hai ferite, dubbi, resistenze o domande. Non ti verrà chiesto di credere a qualcosa. Ti verrà proposto di vivere un’esperienza.
Perché Lourdes è uno di quei luoghi in cui la preghiera, il dolore, la speranza, il corpo e l’acqua si sono incontrati per generazioni.
Milioni di persone sono passate da lì portando richieste, gratitudine, paure, malattie, desideri, silenzi. Tutto questo, in qualche modo, si sedimenta.
Per alcuni è fede. Per altri è campo. Per altri ancora è semplicemente un luogo che muove qualcosa. Noi proveremo ad ascoltarlo senza forzarlo.
Sì. Anzi, molte persone arrivano da sole.
Il gruppo sarà piccolo proprio per questo: perché ci sia spazio per conoscersi, per non sentirsi numeri, per entrare gradualmente in relazione senza doversi forzare.
Non serve arrivare con qualcuno. A volte partire da soli è già una parte importante del viaggio.
Non è un trekking e non è una prova di resistenza. Però non è nemmeno una vacanza da divano.
Ci saranno camminate, spostamenti, momenti all’aperto, pratiche nel parco, visite e giornate intense. Serve una normale autonomia fisica e un minimo di disponibilità al movimento.
Faremo tutto con buon senso. Il corpo non sarà forzato: sarà ascoltato.
Può succedere che qualcosa si muova. Anzi, in un certo senso è anche il motivo per cui si parte.
Ma non lavoreremo mai con violenza, pressione o invasività. Ogni pratica sarà proposta con rispetto, gradualità e libertà.
Nessuno verrà spinto oltre ciò che sente possibile. Il lavoro vero non ha bisogno di forzare.
Il viaggio ha una struttura, e quella struttura è importante. Serve a creare un’onda, un ritmo, un campo comune.
Però siamo esseri umani, non soldatini. Se in un momento hai bisogno di riposare, respirare, stare in silenzio o saltare qualcosa, se ne parla.
L’esperienza va attraversata con presenza, non con rigidità.
Sì, purché tu senta che Lourdes ti chiama almeno un po’, anche solo per curiosità o per attrito.
Non proveremo a riportarti dentro un recinto. Non faremo catechismo. Non lavoreremo sul senso di colpa.
Proveremo piuttosto a recuperare qualcosa di più antico e più semplice: la preghiera come gesto vivo, il corpo come tempio, l’acqua come passaggio, la Madre come presenza.
Perché forse, nel tempo, abbiamo separato troppo. Da una parte le parole sacre. Dall’altra il corpo. Da una parte la preghiera. Dall’altra il sentire.
In questo viaggio proveremo a ricucire. La preghiera non come formula ripetuta per abitudine, ma come vibrazione, postura interiore, direzione dell’energia.
Le pratiche energetiche serviranno proprio a questo: rendere l’esperienza meno mentale e più concreta. Più respirata. Più incarnata.
Se hai una domanda che non trovi qui,
scrivimi.
È per questo che sono qua.
Lavoriamo con gruppi piccoli. Massimo quindici persone. Non è un limite, è una scelta. Certe esperienze hanno bisogno di spazio: per sé, per il proprio processo, per la condivisione vera. I posti disponibili sono pochi. E si esauriscono.
La quota agevolata per chi sente che questo viaggio lo sta già chiamando.
Se ci saranno ancora posti disponibili, si passerà alla quota standard.
Se senti che questo viaggio ti chiama, scrivimi. I posti sono davvero limitati.
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